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Perchè la dialisi provoca la pelle secca?

La dialisi è una procedura di purificazione artificiale del sangue che si effettua quando i reni smettono di espletare la loro principale funzione. Tutti i pazienti che si sottopongono a dialisi sono affetti da una forma di insufficienza renale cronica irreversibile, che comporta un’incapacità di entrambi i reni di eliminare i cataboliti tossici prodotti dall’organismo, perdendo l’equilibrio tra elettroliti e acqua.

In realtà i reni assolvono anche alla funzione di regolazione della pressione arteriosa, attraverso il controllo di elettroliti e metabolismo dell’acqua e di produzione dell’eritropoietina, ormone che a sua volta regola la produzione di eritrociti dal midollo osseo.

Quando tutte queste attività si alterano, la conseguenza più immediata è l’autointossicazione organica, lo squilibrio idro-elettrolitico e la disidratazione, situazione che necessità della dialisi.

Nonostante quest’ultima riesca ad assolvere alla funzione depurativa dei reni, non risulta però sufficiente a mantenere un equilibrio osmotico cellulare e idrosalino che si riversa sull’idratazione.

La pelle, infatti, è visibilmente secca e disidratata fino a diventare squamosa e ruvida a livello di mani, dorso, torace e gambe.

Questo stato di secchezza e disidratazione acuta prende il nome di xerosi uremica ed è collegata all’insufficienza renale dei pazienti in dialisi che, spessissimo, comporta un prurito diffuso.

Alla base della secchezza estrema della pelle dei pazienti in dialisi, non vi è solo l’alterazione dell’equilibrio idro-salino, ma anche la riduzione di glicerolo cutaneo per riduzione della funzione delle ghiandole sebacee.

Il glicerolo cutaneo, infatti, funge da trasportatore delle molecole di acqua per cui una sua riduzione, associata all’insufficienza renale cronica, instaura il classico quadro xerosemico.

Come intervenire sulla secchezza cutanea da dialisi

Poiché il prurito da xerosi uremica e la secchezza eccessiva da dialisi possono risultare particolarmente fastidiose e debilitanti, è importante intervenire con una forma di reidratazione cutanea topica adeguata alle circostanze di cronicità.

Non può infatti risultare sufficiente una semplice crema idratante, ma diventa assolutamente indispensabile una crema emolliente che contenga un’elevata percentuale di glicerolo.

Coloro che soffrono di pelle secca da dialisi devono attenersi ad alcune norme quotidiane che riducono l’incidenza della disidratazione cutanea e la possibilità di irritazione, utilizzando solo detergenti lenitivi, emollienti e delicati ed evitando di lavarsi troppo frequentemente, di esporsi a vento o freddo, utilizzando indumenti e lenzuola in fibre naturali.

Indispensabile è poi la correzione del potenziato stato di disidratazione e secchezza con l’applicazione quotidiana di una crema che apporti glicerolo esogeno (importante per il trasporto di acqua) e di sostanze filmogene protettive, come la paraffina liquida e la vaselina. Quest’ultime contribuiscono anche ad evitare l’evaporazione dell’acqua trattenuta dal glicerolo.

 

Scritto da Antonio Di Feo

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