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Esercizi di stretching: statico, dinamico o propriocettivo?

Perché fare stretching?

Il termine stretching è ormai largamente diffuso perché in ogni tipo di sport e allenamento sono previsti esercizi di questo tipo che hanno lo scopo di aumentare la flessibilità e l’estensibilità articolare. Il termine deriva dall’inglese “to stretch” che significa, appunto, allungare.

La nascita dello stretching è avvenuta negli Stati Uniti negli anni ’70 e questa disciplina consisteva in un insieme di esercizi cinesiterapici di rieducazione motoria.

Con il tempo sono stati sempre più evidenti i benefici dovuti alla pratica di questo tipo di esercizi con regolarità.

Fare stretching aiuta a prevenire traumi articolari, oltre ad aumentare la flessibilità articolare e l’elasticità di muscoli e tendini. Inoltre dona benefici al sistema cardio-circolatorio proprio perché favorisce la circolazione e a quello nervoso perché riduce lo stress.

Nel tempo si è evoluto ed esistono oggi molti tipi di stretching che hanno diversi obiettivi e possono essere svolti in momenti differenti.

Quali e quanti sono le tipologie di stretching?

Lo stretching più comune è quello di tipo statico o dinamico, che di solito si effettua a fine allenamento, come workout.

Quello statico consiste nell’assumere e mantenere una posizione che permetta di distendere le articolazioni. Lo stretching dinamico, invece, non prevede il mantenimento della posizione finale raggiunta.

Esiste poi lo stretching propriocettivo che si usa, invece, in campo riabilitativo, che utilizza metodi ed esercizi diversi da quello classico.

Per chi vuole esercitarsi a casa e non può contare su una persona esperta, consigliamo di scaricare un app per smartphone che illustri modo ed esecuzione dei principali esercizi.

Una tra queste è l’app per personal trainer – Fitnessitaly – completamente in italiano e che contiene circa 30 esercizi per lo stretching, ognuno con immagine e video di esecuzione.

Per godere al meglio dei benefici dello stretching bisogna però tenere a mente alcune regole.

Innanzitutto è importante sapere che la temperatura dell’ambiente non deve essere inferiore ai 18 gradi: il freddo irrigidisce i muscoli e fare stretching in tali condizioni potrebbe essere controproducente.

Inoltre la respirazione deve essere normale. Non bisogna mai trattenere il fiato perché questo genera tensione e irrigidimento.

Non bisogna mai eseguire gli esercizi in movimento rapido o quelli che sfruttano la forza di gravità e l’inerzia proprio perché l’obiettivo è l’allungamento e infine è importante la progressione nell’intensità di esecuzione degli esercizi: per i primi 30 secondi l’intensità deve essere blanda, ma poi deve salire con il passare del tempo e il riscaldamento del corpo.

Scritto da Antonio Di Feo

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