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Come si chiamano le dita dei piedi?

come si chiamano le dita dei piedi?Le dita dei piedi hanno un nome?

Nel nostro immaginario pollice, indice, medio, anulare e mignolo sono i nomi delle dita dei piedi e della mano, anche se nell’articolo di oggi scopriremo che non è così.

Nei primi anni dell’asilo abbiamo scoperto che pollice, indice, medio, anulare e mignolo sono i nomi delle dita della mano. Nella storia nessuno ha mai pensato di dare un nome alle dita dei piedi, le informazioni sulla loro classificazione sono molto vaghe e poco lineari. Secondo l’accademia della crusca, ad oggi non ci sono testi ufficiali che riportano l’esatto nome di queste dita. Infatti nei vari libri di medicina queste dita vengono classificate con dei numeri: primo dito del piede, secondo dito, terzo dito e così via.

Anche se negli anni l’accademia della crusca è riuscita a trovare una storiella che vedrebbe:

  • Il primo dito è chiamato Alluce: (corrisponde al pollice della mano).
  • Il secondo dito è chiamato illice (corrisponde all’indice della mano).
  • Il terzo trillice (corrisponde al dito medio della mano).
  • Il quarto sarebbe il pondolo (corrisponde all’anulare della mano).
  • Ed il quinto il mellino (o mignolo) (corrisponde al mignolo della mano).

Ecco a voi la storiella che racconta quali sono i nomi delle dita dei piedi:

Una sera la scrofa Carolina decise di partorire. La piccola Maia aveva trascorso tutto il giorno a inventare nomi, uno per ciascun lattonzolo, quattordici in tutto.

“Forza Carolina”, diceva, “ecco un maschietto!”. 

Ed ecco una femminuccia!

Così Maia aveva cominciato ad assegnare i nomi ai nuovi nati: Prima come le dita dei suoi piedini, dal più piccolo al più grande: Mignolo, Pendulo, Triplice, Ilice, e Alluce!

Poi le dita delle mani, dal più grande al più piccolo: Pollice, Indice, Medio, Anulare, Mignolo.

E per gli ultimi quattro, i colori: Rosa come la mamma; Viola, il suo fiore preferito; Bruno, come il papà; Gialla, come la pesca a merenda.

Poi, ogni maialino corse a una mammella a bere il primo latte della sua vita.

E qui arrivò la sorpresa: un quindicesimo maialino!

Maia non aveva pensato a quell’ultimo nome e dovette improvvisare: “Ultimo, proprio così ti chiamerai”, disse. Ed ecco la seconda sorpresa: Carolina aveva solo quattordici mammelle! Come avrebbe fatto Ultimo a sopravvivere? Maia sentì le lacrime colmarle gli occhi, ma non si perse d’animo.

Corse in cucina, riempì di latte un biberon del suo fratellino e nutrì Ultimo. Quella sera, dopo la poppata, Ultimo seguì Maia come se fosse la sua mamma. Si strinse tra le sue braccia, chiuse gli occhi e si addormentò.

Da: “Ultimo, il maialino”, in “100 Storie per quando è tardi” a cura di Scuola Holden, L. Miosi e M. Trucco, Feltrinelli, Milano

Scritto da Antonio Di Feo

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